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Baseten raccoglie 1,5 miliardi di dollari in sei mesi: perché l’inference AI è diventato il nuovo Eldorado degli investitori

Di Mag-Info Tech editorial · 2026-06-19

Baseten raccoglie 1,5 miliardi di dollari in sei mesi: perché l’inference AI è diventato il nuovo Eldorado degli investitori

Negli ultimi mesi il mercato dell’intelligenza artificiale ha vissuto una vera e propria “corsa all’oro”, ma non quella legata ai modelli di base o ai dati di addestramento. L’attenzione si è spostata sul livello di inference, cioè il momento in cui un modello genera una risposta dopo aver ricevuto una richiesta. Baseten, una startup fondata nel 2019 che si posiziona proprio su questo strato, sta per chiudere un round da 1,5 miliardi di dollari a una valutazione di 13 miliardi, secondo quanto riportato da fonti vicine alla trattativa. Solo sei mesi fa, la società aveva annunciato un aumento di capitale da 300 milioni a una valutazione di 5 miliardi, e nove mesi prima aveva raccolto 150 milioni. La rapidità con cui cresce il valore attribuito a Baseten riflette l’enorme interesse degli investitori per tutto ciò che riguarda l’inference, il motore invisibile che sta dietro ogni interazione con l’AI generativa.

La notizia del nuovo round, che secondo alcune fonti sarebbe strutturato come un’operazione a prezzi differenziati — alcuni investitori partecipano a 13 miliardi, altri a 11 miliardi — sottolinea una tendenza sempre più diffusa nel venture capital: l’uso di round a valutazioni multiple per gonfiare le cifre di copertina e soddisfare le aspettative dei lead investor senza compromettere la liquidità immediata. Il consorzio di investitori che starebbe guidando l’operazione include nomi come Spark Capital, Sands Capital, Altimeter Capital e Wellington Management. Se confermato, questo finanziamento consoliderebbe Baseten come uno dei player più capitalizzati nel settore dell’inference, dimostrando come il mercato sia disposto a scommettere su tecnologie che promettono di rendere l’AI più veloce, economica e accessibile.

Il boom dell’inference: perché gli investitori stanno puntando tutto su questo strato

Negli ultimi due anni, l’attenzione del mercato si è spostata progressivamente dai modelli di base — come quelli sviluppati da grandi laboratori di ricerca — verso gli strati infrastrutturali che ne permettono l’utilizzo pratico. L’inference, cioè il processo di generazione di risposte a partire da un prompt, è diventato il nuovo terreno di conquista. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, i costi di calcolo necessari per l’inference rappresentano ormai la maggior parte della spesa totale per chiunque voglia offrire servizi AI su larga scala. Secondo alcune stime del settore, il costo dell’inference può arrivare a rappresentare fino all’80% del budget totale di un’azienda che utilizza modelli linguistici avanzati. Secondariamente, la frammentazione del mercato dei modelli — con decine di alternative open source sempre più performanti — ha creato un’opportunità per startup come Baseten, che promettono di ottimizzare la scelta e l’utilizzo di questi modelli in base al compito richiesto.

Baseten si posiziona esattamente in questo spazio, offrendo una piattaforma che si occupa di instradare le richieste verso il modello più adatto, sia esso un modello proprietario di grandi dimensioni o uno open source più economico e specializzato. Questa capacità di routing intelligente permette di ridurre i costi e migliorare le prestazioni, due obiettivi che stanno diventando sempre più critici per aziende di ogni dimensione. La startup non si limita a offrire un’infrastruttura di deployment, ma fornisce anche strumenti per monitorare e ottimizzare le prestazioni dei modelli in produzione, una funzione che sta diventando sempre più preziosa man mano che le applicazioni AI si diffondono oltre i confini dei laboratori di ricerca.

La strategia di Baseten: routing intelligente e open source come leva competitiva

La piattaforma di Baseten si basa su un principio semplice ma potente: non esiste un modello universale che sia il migliore per ogni compito. Mentre i grandi modelli proprietari come quelli di alcuni colossi del settore possono eccellere in compiti generali, spesso risultano sovradimensionati — e costosi — per applicazioni più specifiche. Baseten sfrutta questa consapevolezza per offrire un servizio di routing dinamico, che analizza la richiesta dell’utente e la indirizza verso il modello più adatto, sia esso un modello open source leggero o un gigante proprietario. Questa strategia permette di ridurre i costi di calcolo fino al 70% in alcuni scenari, secondo quanto dichiarato dalla stessa startup.

Un altro elemento distintivo di Baseten è l’enfasi sull’open source. Mentre molti competitor si concentrano esclusivamente su modelli proprietari, Baseten ha costruito la sua offerta intorno alla capacità di integrare e ottimizzare modelli open source, che spesso rappresentano un’alternativa più economica e flessibile. Questa scelta riflette una tendenza più ampia nel settore, dove la disponibilità di modelli open source sempre più performanti sta spingendo le aziende a ridurre la dipendenza da soluzioni chiuse e costose. Baseten non si limita a offrire accesso a questi modelli, ma fornisce anche strumenti per il loro deployment e monitoraggio, rendendo più semplice per le aziende integrare l’AI nei loro flussi di lavoro senza dover sviluppare competenze interne specializzate.

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La capacità di Baseten di combinare routing intelligente, supporto per modelli open source e strumenti di ottimizzazione delle prestazioni ha attirato l’attenzione di un numero crescente di clienti, tra cui startup, aziende di medie dimensioni e persino alcune grandi corporation che cercano di ridurre i costi dell’AI senza sacrificare la qualità. Secondo fonti interne, la piattaforma gestisce già miliardi di richieste al mese, un volume che testimonia la sua capacità di scalare rapidamente e di affrontare carichi di lavoro reali.

Il meccanismo dei round a valutazioni multiple: un segnale di maturità o di speculazione?

La notizia che il nuovo round di Baseten potrebbe essere strutturato come un’operazione a valutazioni multiple — con alcuni investitori che partecipano a 13 miliardi e altri a 11 miliardi — ha sollevato alcune domande sullo stato attuale del mercato del venture capital. Questa pratica, che consiste nel far entrare diversi gruppi di investitori a valutazioni diverse nello stesso round, è diventata sempre più comune negli ultimi anni, soprattutto in contesti di forte competizione per l’accesso a startup considerate “hot”. L’obiettivo è duplice: da un lato, permettere alla startup di raccogliere più capitale senza dover accettare una valutazione troppo alta che potrebbe compromettere i round futuri; dall’altro, soddisfare le aspettative dei lead investor, che spesso vogliono vedere una valutazione elevata per giustificare il loro impegno.

Tuttavia, questa strategia non è esente da rischi. In primo luogo, può creare asimmetrie tra gli investitori, con alcuni che entrano a valutazioni più alte di altri, il che potrebbe portare a tensioni in caso di performance non all’altezza delle aspettative. In secondo luogo, un round a valutazioni multiple può essere interpretato come un segnale di speculazione, soprattutto se la differenza tra le valutazioni è significativa. In un mercato come quello dell’AI, dove le valutazioni sono già elevate e la concorrenza tra startup è feroce, questa pratica potrebbe essere vista come un tentativo di mantenere alta l’attenzione su una società, anche a discapito della coerenza complessiva del round.

Nonostante questi potenziali svantaggi, il ricorso a round a valutazioni multiple sembra destinato a diventare sempre più comune, soprattutto in settori caratterizzati da una forte domanda di capitale e da una competizione serrata tra investitori. Per Baseten, questa strategia potrebbe permettere di raccogliere il capitale necessario per accelerare lo sviluppo della piattaforma e consolidare la sua posizione di leader nel settore dell’inference, senza dover accettare una valutazione che potrebbe risultare insostenibile nel medio termine.

Gli investitori in gioco: chi sta scommettendo su Baseten e perché

Il consorzio di investitori che starebbe guidando il nuovo round di Baseten include alcuni dei nomi più rispettati del venture capital globale. Spark Capital, Sands Capital, Altimeter Capital e Wellington Management sono tutti attori che hanno dimostrato una forte attenzione verso il settore dell’AI e delle infrastrutture tecnologiche negli ultimi anni. La partecipazione di questi fondi non è casuale: ciascuno di essi ha una storia di investimenti in società che hanno ridefinito settori tecnologici, dall’infrastruttura cloud ai servizi di dati, fino alle piattaforme di sviluppo software.

Spark Capital, ad esempio, è noto per aver sostenuto aziende come Twitter, Slack e Oculus nei loro primi anni, dimostrando una capacità di individuare trend tecnologici prima che diventino mainstream. Sands Capital, invece, ha una forte presenza nel settore delle infrastrutture critiche, con investimenti in società che operano in settori come l’energia e la sanità, ma anche in tecnologie emergenti come l’AI. Altimeter Capital, fondato da ex investitori di Facebook, ha una forte attenzione verso le piattaforme che abilitano nuovi modelli di business, mentre Wellington Management, uno dei più grandi asset manager al mondo, sta aumentando la sua esposizione verso il venture capital come parte di una strategia più ampia di diversificazione.

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La presenza di questi investitori suggerisce che Baseten non è vista solo come una startup promettente, ma come una potenziale piattaforma di infrastruttura in grado di ridefinire il modo in cui le aziende utilizzano l’AI. La capacità di attrarre capitali da fondi così diversi tra loro — che spaziano dal venture capital puro a gestori di asset tradizionali — è un segnale della maturità del mercato dell’inference e dell’interesse trasversale che sta suscitando.

Le implicazioni per il mercato: cosa significa per startup, aziende e investitori

Il successo di Baseten e l’interesse crescente verso l’inference hanno implicazioni che vanno ben oltre la singola startup. Innanzitutto, per le altre aziende che operano in questo spazio, la crescita di Baseten rappresenta sia una minaccia che un’opportunità. Da un lato, la startup sta attirando talenti, clienti e capitali a un ritmo senza precedenti, rendendo più difficile per i competitor emergere. Dall’altro, la sua capacità di dimostrare che l’inference può essere un business scalabile e redditizio potrebbe ispirare altre società a entrare in questo mercato, aumentando la concorrenza e spingendo l’innovazione.

Per le aziende che utilizzano l’AI, la crescita di Baseten e di altre società simili rappresenta una notizia positiva. La disponibilità di soluzioni di inference più economiche e performanti permette di accelerare l’adozione dell’AI in settori che vanno dalla sanità alla finanza, fino alla pubblica amministrazione. Inoltre, la possibilità di scegliere tra modelli open source e proprietari offre una flessibilità senza precedenti, permettendo alle aziende di adattare le loro soluzioni alle esigenze specifiche dei loro clienti.

Per gli investitori, infine, il boom dell’inference rappresenta una sfida. Da un lato, il mercato offre opportunità senza precedenti per chi è disposto a scommettere su startup che stanno ridefinendo le infrastrutture tecnologiche. Dall’altro, la rapidità con cui le valutazioni stanno crescendo — e la possibilità di round a valutazioni multiple — rende più difficile distinguere tra società che hanno un vero potenziale e quelle che stanno cavalcando l’onda dell’hype. In un contesto del genere, la capacità di analizzare a fondo le tecnologie, i team e i modelli di business diventa più importante che mai.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi: sfide e opportunità per Baseten

Nonostante l’entusiasmo, Baseten si trova di fronte a una serie di sfide che potrebbero determinare il successo o il fallimento della sua strategia. La prima è rappresentata dalla concorrenza. Il mercato dell’inference sta diventando sempre più affollato, con startup come Together AI, Fireworks AI e Modal che stanno emergendo come alternative valide. Ciascuna di queste società offre soluzioni simili, con differenze spesso minime in termini di funzionalità o prestazioni. Per Baseten, la sfida sarà quella di consolidare la sua posizione di leader, dimostrando di essere in grado di gestire volumi di richieste sempre maggiori senza compromettere la qualità del servizio.

Un’altra sfida riguarda la capacità di monetizzare efficacemente la piattaforma. Nonostante la crescita esponenziale del numero di richieste gestite, il modello di business di Baseten si basa su un sistema di pricing che deve bilanciare costi e ricavi. In un mercato in cui i clienti sono sempre più sensibili ai prezzi, soprattutto quando si tratta di servizi infrastrutturali, trovare il giusto equilibrio tra accessibilità e redditività sarà cruciale. La startup dovrà inoltre dimostrare di essere in grado di attrarre e trattenere talenti di alto livello, soprattutto in un mercato del lavoro per l’AI che è già estremamente competitivo.

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Infine, Baseten dovrà affrontare la questione della fiducia. In un settore come quello dell’AI, dove la trasparenza e la responsabilità sono sempre più importanti, la capacità di dimostrare che i modelli utilizzati sono affidabili, etici e sicuri sarà fondamentale. La startup dovrà lavorare attivamente per garantire che i suoi sistemi non solo siano performanti, ma anche rispettino i più alti standard di sicurezza e privacy, soprattutto in settori regolamentati come la sanità o la finanza.

Il futuro dell’inference: un mercato destinato a crescere o una bolla pronta a scoppiare?

La domanda che molti si stanno ponendo è se il boom dell’inference sia destinato a durare o se si tratta di una bolla speculativa destinata a scoppiare. Da un lato, i dati sembrano suggerire che il mercato abbia solide basi. Le aziende stanno sempre più adottando soluzioni AI, e la necessità di ottimizzare i costi di calcolo è diventata una priorità assoluta. Inoltre, la disponibilità di modelli open source sempre più performanti sta rendendo l’inference accessibile a un numero crescente di organizzazioni, non solo ai giganti del tech.

Dall’altro lato, però, ci sono segnali che potrebbero indicare un eccesso di ottimismo. Le valutazioni delle startup nel settore dell’AI sono già estremamente elevate, e la possibilità di round a valutazioni multiple suggerisce che alcuni investitori stanno cercando di proteggere le proprie posizioni senza necessariamente credere nel valore intrinseco delle società. Inoltre, la concorrenza sta diventando sempre più agguerrita, con nuovi player che entrano nel mercato ogni mese, spesso con soluzioni simili e prezzi competitivi.

In questo contesto, il successo di Baseten dipenderà dalla sua capacità di dimostrare che la sua piattaforma non è solo un prodotto di nicchia per early adopter, ma una soluzione indispensabile per aziende di ogni dimensione. Se la startup riuscirà a scalare efficacemente, a monetizzare in modo sostenibile e a mantenere la fiducia dei suoi clienti, allora il boom dell’inference potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era per l’AI. Se invece dovesse deludere le aspettative, il mercato potrebbe subire una correzione significativa, con conseguenze per tutto il settore.

Conclusioni: l’inference come nuovo motore dell’innovazione AI

Baseten si trova al centro di una rivoluzione silenziosa ma profonda nel modo in cui l’AI viene utilizzata su larga scala. La capacità di ottimizzare l’inference, ridurre i costi e offrire flessibilità attraverso modelli open source sta ridefinendo le regole del gioco per aziende, startup e investitori. Il nuovo round da 1,5 miliardi di dollari, con una valutazione che in sei mesi è passata da 5 a 13 miliardi, non è solo una notizia finanziaria: è il sintomo di un mercato che sta maturando rapidamente, ma che allo stesso tempo deve affrontare sfide complesse.

Per chi opera nel settore, la lezione è chiara: l’inference non è più un problema tecnico da risolvere in laboratorio, ma un’opportunità di business da capitalizzare. Per gli investitori, invece, la sfida è distinguere tra chi sta costruendo infrastrutture solide e chi sta cavalcando l’onda dell’hype. Baseten, con la sua piattaforma e la sua capacità di attrarre capitali da alcuni dei fondi più rispettati al mondo, ha tutte le carte in regola per diventare un attore chiave in questa nuova fase dell’AI. Il vero test, però, sarà nei prossimi mesi: riuscirà a trasformare l’entusiasmo degli investitori in una crescita sostenibile e in una posizione di leadership duratura?

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