Intel Z970 e Z990: chipset più piccoli ma più energivori. Cosa cambia per gli utenti
Di Mag-Info Tech editorial · 2026-06-11

Intel sta preparando i chipset Z970 e Z990 per le piattaforme Nova Lake, che promettono di ridefinire le prestazioni e l’efficienza dei PC desktop di fascia alta. Secondo le ultime informazioni, questi nuovi chipset offriranno un supporto più esteso al PCIe 5.0, ma a un costo energetico maggiore: il consumo massimo del PCH (Platform Controller Hub) potrebbe arrivare fino a 14 watt, un valore significativamente superiore rispetto ai modelli precedenti. Nonostante questo aumento di assorbimento energetico, i chipset Z990 sembrano destinati a essere più compatti del 22% rispetto al Z890, come evidenziato da una foto leakata che mostra un die di 11,15 x 6,5 mm e un package di 25 x 24 mm. La domanda che emerge è chiara: come possono questi chipset essere più piccoli ma al contempo più energivori? E soprattutto, cosa significa per gli utenti finali e per il mercato delle schede madri?
I chipset Z970 e Z990: evoluzione o rivoluzione?
I chipset Z970 e Z990 rappresentano il cuore delle prossime piattaforme Nova Lake di Intel, pensate per supportare i futuri processori desktop della compagnia. Questi chipset non sono semplici aggiornamenti incrementali, ma introducono cambiamenti significativi sia dal punto di vista tecnico che energetico. Il supporto esteso al PCIe 5.0 è uno degli elementi chiave: questa tecnologia, già presente in alcuni chipset attuali, viene ora estesa a un numero maggiore di linee PCIe, permettendo una maggiore larghezza di banda per periferiche come GPU, SSD NVMe e schede di rete. Tuttavia, questo aumento di funzionalità non è privo di conseguenze. Il consumo massimo del PCH, che può raggiungere i 14 watt, è un valore notevole se confrontato con i chipset precedenti, dove i consumi tipici si aggiravano intorno ai 6-8 watt. Questo incremento è probabilmente dovuto alla maggiore complessità del chipset e alla necessità di gestire un numero superiore di linee PCIe a velocità più elevate.
La riduzione delle dimensioni del chipset Z990 rispetto al Z890 è un altro aspetto degno di nota. Secondo le immagini trapelate, il die del Z990 misura 11,15 x 6,5 mm, mentre il package è di 25 x 24 mm. Questo rappresenta una riduzione del 22% delle dimensioni complessive, un risultato che potrebbe avere implicazioni significative per i produttori di schede madri. Chipset più piccoli permettono di liberare spazio sul PCB della scheda madre, consentendo una maggiore flessibilità nel design e l’aggiunta di funzionalità aggiuntive, come connettività avanzata o soluzioni di raffreddamento più efficienti. Tuttavia, la domanda su quale scheda madre utilizzerà effettivamente questo chipset rimane aperta, poiché le immagini disponibili non sono state confermate ufficialmente.
PCIe 5.0: il vero protagonista dell’aggiornamento
Il supporto esteso al PCIe 5.0 è senza dubbio il cambiamento più rilevante nei nuovi chipset Z970 e Z990. Questa tecnologia, che offre il doppio della larghezza di banda rispetto al PCIe 4.0, sta diventando uno standard sempre più diffuso nei componenti di fascia alta. Con il PCIe 5.0, gli utenti potranno sfruttare al meglio le prestazioni delle GPU e degli SSD di ultima generazione, riducendo al minimo i colli di bottiglia nelle configurazioni multi-GPU o con storage ad alte prestazioni. Tuttavia, l’aumento del numero di linee PCIe disponibili potrebbe anche portare a un maggiore consumo energetico, soprattutto in scenari di carico elevato, come il gaming ad alta risoluzione o il rendering 3D.

Un altro aspetto da considerare è la compatibilità con le periferiche esistenti. Attualmente, la maggior parte delle GPU e degli SSD supporta il PCIe 4.0, ma i nuovi chipset Z970 e Z990 saranno in grado di gestire anche dispositivi PCIe 5.0. Questo significa che gli utenti che possiedono già componenti di fascia alta potranno trarre vantaggio dalle prestazioni superiori senza dover sostituire immediatamente l’hardware esistente. Tuttavia, per sfruttare appieno il potenziale del PCIe 5.0, sarà necessario investire in componenti compatibili, come GPU di ultima generazione o SSD NVMe di nuova generazione.
Consumi energetici: un compromesso inevitabile?
Il consumo massimo del PCH fino a 14 watt nei chipset Z970 e Z990 rappresenta un aumento significativo rispetto ai modelli precedenti. Questo valore potrebbe avere implicazioni sia per i produttori di schede madri che per gli utenti finali. Da un lato, un consumo energetico più elevato potrebbe richiedere soluzioni di raffreddamento più efficienti per il chipset, soprattutto in configurazioni ad alte prestazioni dove il calore generato da CPU, GPU e altri componenti è già elevato. Dall’altro, un PCH più energivoro potrebbe influenzare la scelta dei componenti in una build, soprattutto in sistemi con alimentatori di fascia medio-bassa, dove ogni watt conta.
Tuttavia, è importante sottolineare che il consumo massimo di 14 watt è un valore di picco, che si verifica solo in condizioni di carico elevato. Nella maggior parte degli scenari d’uso quotidiano, come navigazione web, editing di documenti o streaming video, il consumo del PCH sarà probabilmente molto inferiore. Inoltre, Intel ha storicamente lavorato per ottimizzare l’efficienza energetica dei propri chipset, quindi è lecito aspettarsi che i consumi reali in condizioni normali siano inferiori ai valori di picco dichiarati.
Dimensioni ridotte: vantaggi per produttori e utenti
La riduzione delle dimensioni del chipset Z990 del 22% rispetto al Z890 è un risultato tecnico notevole, che potrebbe avere ripercussioni positive sia per i produttori di schede madri che per gli utenti finali. Per i produttori, chipset più piccoli permettono di ottimizzare l’utilizzo dello spazio sul PCB, consentendo di integrare funzionalità aggiuntive come connettività Wi-Fi 7, porte Thunderbolt 5 o soluzioni di raffreddamento avanzate. Questo potrebbe tradursi in schede madri più compatte, ma al contempo più ricche di funzionalità, in grado di soddisfare le esigenze di una gamma più ampia di utenti.
Per gli utenti, la riduzione delle dimensioni del chipset potrebbe significare schede madri più flessibili e versatili. Ad esempio, potrebbe essere possibile integrare più slot M.2 per SSD NVMe, oppure aggiungere connettività di rete più avanzata senza compromettere la stabilità termica. Inoltre, chipset più piccoli potrebbero contribuire a ridurre i costi di produzione, permettendo ai produttori di offrire schede madri di fascia alta a prezzi più accessibili.








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Cosa aspettarsi dalle schede madri Nova Lake
Le schede madri basate sui chipset Z970 e Z990 saranno al centro dell’attenzione quando Intel lancerà ufficialmente le piattaforme Nova Lake. Queste schede madri dovrebbero offrire una serie di miglioramenti rispetto alle attuali soluzioni, tra cui un supporto più esteso al PCIe 5.0, una maggiore flessibilità di design grazie alle dimensioni ridotte del chipset e, potenzialmente, funzionalità di connettività avanzata come Wi-Fi 7 o Thunderbolt 5. Tuttavia, è ancora presto per avere un quadro completo delle caratteristiche che queste schede madri offriranno, poiché molti dettagli tecnici non sono ancora stati confermati ufficialmente.
Uno degli aspetti più interessanti da monitorare sarà l’efficienza energetica complessiva delle schede madri Nova Lake. Nonostante il consumo massimo del PCH sia stato aumentato, Intel potrebbe aver introdotto ottimizzazioni a livello di architettura che permettono di ridurre i consumi in condizioni di carico normale. Inoltre, la maggiore integrazione delle funzionalità nel chipset potrebbe ridurre la necessità di componenti aggiuntivi, come controller di rete o audio, che consumano energia e generano calore.
Impatto sul mercato delle schede madri e delle build PC
L’arrivo dei chipset Z970 e Z990 avrà un impatto significativo sul mercato delle schede madri e sulle build PC di fascia alta. Per i costruttori di PC, questi chipset offriranno nuove opportunità per creare sistemi più potenti e versatili, grazie al supporto esteso al PCIe 5.0 e alle dimensioni ridotte del chipset. Tuttavia, l’aumento dei consumi del PCH potrebbe rappresentare una sfida per chi cerca di costruire sistemi estremamente efficienti o con alimentatori di fascia medio-bassa.
Per gli utenti finali, l’arrivo dei nuovi chipset potrebbe significare un aggiornamento graduale dell’hardware esistente. Chi possiede già una scheda madre con chipset Z890 potrebbe non avere un motivo immediato per passare a Z990, a meno che non abbia bisogno del supporto PCIe 5.0 o di altre funzionalità avanzate. Tuttavia, per chi sta costruendo un nuovo sistema o sta pianificando un upgrade significativo, i chipset Z970 e Z990 rappresentano una scelta interessante, soprattutto se si punta a configurazioni multi-GPU o con storage ad alte prestazioni.

Cosa monitorare nei prossimi mesi
Nei prossimi mesi, ci sono diversi aspetti che meritano attenzione per comprendere appieno l’impatto dei chipset Z970 e Z990. Innanzitutto, sarà fondamentale attendere le prime recensioni e i test indipendenti delle schede madri basate su questi chipset, per valutare le prestazioni reali, i consumi energetici e l’efficienza termica. Inoltre, sarà interessante vedere come i produttori di schede madri sfrutteranno le dimensioni ridotte del chipset per integrare funzionalità aggiuntive, come connettività avanzata o soluzioni di raffreddamento innovative.
Un altro aspetto da monitorare sarà l’evoluzione dei prezzi delle schede madri e dei componenti compatibili con PCIe 5.0. Se i nuovi chipset e le periferiche PCIe 5.0 saranno inizialmente più costosi, potrebbe essere necessario attendere alcuni mesi prima che i prezzi diventino più accessibili. Infine, sarà importante osservare come Intel gestirà l’efficienza energetica dei nuovi chipset, soprattutto in scenari di carico prolungato, per capire se i 14 watt di picco rappresentano un compromesso accettabile o un limite significativo.
Conclusione: un passo avanti, ma con alcune incognite
I chipset Z970 e Z990 di Intel rappresentano un’evoluzione significativa per le piattaforme Nova Lake, con miglioramenti tecnici che promettono di ridefinire le prestazioni e la flessibilità delle schede madri di fascia alta. Il supporto esteso al PCIe 5.0, le dimensioni ridotte del chipset e la maggiore integrazione di funzionalità avanzate sono tutti elementi che potrebbero rendere questi chipset una scelta interessante per gli utenti più esigenti. Tuttavia, l’aumento dei consumi energetici del PCH fino a 14 watt e la mancanza di conferme ufficiali su molti dettagli tecnici lasciano ancora alcune domande aperte.
Per gli utenti che stanno valutando un upgrade o la costruzione di un nuovo sistema, è consigliabile attendere ulteriori informazioni ufficiali e recensioni indipendenti prima di prendere una decisione. Nel frattempo, monitorare l’evoluzione del mercato e le prime schede madri basate su Z970 e Z990 sarà fondamentale per capire se questi nuovi chipset rappresentano davvero il futuro delle piattaforme desktop di Intel o se ci sono ancora sfide da affrontare.
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